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lunedì 28 aprile 2014

Iscrizione al Movimento 5 stelle e ai Meet up italiani

Iscrizione al Movimento 5 stelle e ai Meet up italiani

Per iscriverti al movimento 5 stelle ed operare devi seguire questi 5 step:


  1. Iscriviti al Movimento 5 stelle,clicca qui. - ( Video con spiegazioni ) 
    1. oppure controlla se sei iscritto o certificato cliccando qui. 
    2. Fai un printscreen della tua iscrizione,qui un esempio 
  2. Iscriviti ai meet up locali della tua provincia,clicca qui. 
  3. Iscriviti ai gruppi di lavoro. 
  4. Iscriviti al Blog 
  5. Scrivi nel Forum

sabato 26 aprile 2014

#AbolirEquitalia analisi elementare - By Stellina

Per attivisti e non, che vogliono informarsi sulla proposta del Movimento 5 Stelle sull'argomento Aboliamo Equitalia, di seguito trovate un analisi elementare realizzata da me:


Qui trovate il link dove potete scaricare il pdf dell'analisi sopra esposta:








martedì 22 aprile 2014

NOTIZIE A 5 STELLE – MELEGNANO – APRILE 2014

NOTIZIE A 5 STELLE – MELEGNANO – APRILE 2014

BUONA LETTURA!!!





GRAZIE E AL PROSSIMO NUMERO!!!

ALCUNI LINK INTERESSANTI:





RAPPRESENTANTI DI LISTA APPELLO AL VOLONTARIATO

RAPPRESENTANTI DI LISTA APPELLO AL VOLONTARIATO 


più di ogni altra volta quest'anno è necessario controllare le operazioni di spoglio elettorale.
Servono tanti rappresentanti di lista, anche non attivisti.
Sarebbe opportuno che ogni gruppo locale scegliesse un responsabile della raccolta dei volontari, comunicandolo al proprio referente provinciale
Suggeriamo di gestire localmente su internet o sui banchetti un foglio excel per raccogliere tutti i dati necessari.
Ricordiamo che il rappresentante di lista deve RISIEDERE NEL COMUNE solo per i comuni sotto elezioni, negli altri casi non è necessaria la residenza.
L'importante è che i Rappresentanti di Lista siano presenti durante lo spoglio delle schede, osservando il metodo adottato e la modalità di gestione/decisione per i casi dubbi, in modo da minimizzare la possibilità di brogli o di "decisioni di parte" nei casi dubbi.
Dobbiamo essere controcorazzati visto i presidenti dei seggi sono tutti pidiots.
Bisogna che ci siano tre persone almeno in modo da ruotarsi ed al momento dello scrutinio una persona fissa ogni seggio.
A riveder le stelle!


IN FONDO ALLA PAGINA TROVATE ALCUNI LINK INTERESSANTI







sabato 19 aprile 2014

PROPOSTA DI LEGGE M5S REDDITO DI CITTADINANZA


PROPOSTA DI LEGGE M5S
REDDITO DI CITTADINANZA



Chi potrà beneficiarne?
Avranno diritto a richiedere e a percepire il reddito, tutti i cittadini residenti sul territorio nazionale italiano, chiunque di loro abbia perso un lavoro e chi, pur lavorando, non riesca a superare la soglia di povertà

Quanto si percepirà?
Il Reddito minimo avrà un tetto pari a 600,00 euro Netti mensili, per tutti i disoccupati con un reddito pari a 0. La proposta prevede integrazioni per i cittadini che non arrivano a questa soglia. Facendo un esempio: Una pensionata che percepisce una pensione di 400 euro netti mensili, avrà diritto ad altri 200 euro netti di integrazione, lo stesso vale anche per chi pur lavorando non riesce a raggiungere la sogli di 600 euro. L'importo sarà calcolato sulla base del nucleo familiare, ma l'aiuto verrà erogato ad ogni membro.Esempio: una famiglia è composta da due persone, una percepisce un reddito di 400 euro al mese e l'altra non ha entrate. Il primo componente riceverà 200 euro (per arrivare a quota 600), il secondo riceverà il contributo pieno e per ogni figlio a carico aumenterà l'importo di sostegno Il reddito ideato dal M5S è basato sul riordino dei centri per l'impiego poichè attualmente non è presente un ente che coordina il lavoro delle strutture pubbliche con quello della agenzie private. In base alla nostra proposta sarà il ministero del Lavoro a farlo. I centri per l'impiego offriranno a chi è disoccupato fino a 3 offerti di lavoro "congrue", ovvero adatte al suo curriculum: "Se uno è laureato in ingegneria non gli si può chiedere di fare il giardiniere". Al terzo rifiuto, si perde il diritto al reddito

Coperture Finanziare
Le coperture per garantire il reddito minimo, il M5s le ha individuate, occorono 20 miliari di euro all'anno. Ecco le 20 Voci di copertura: 2,7 miliari dai giochi pubblici , 2,5 miliardi dai tagli al Ministero della Difesa, alle pensioni d'oro. Una patrimoniale calcolata sui beni superiori al 1.500.000 euro, escluse le prime case. Previsto un taglio su tutti i ministeri del valore tra 1,5 e i 2 miliardi di euro ma anche riduzione, ad esempio, sugli "stipendi " degli ambasciatori o sulle cosidette "ausiliarie" del personale dell'esercito pensionando e tagli all'editoria



#Redditodicittadinanza: i soldi per finanziarlo ci sono!



I soldi per far diventare realtà il reddito di cittadinanza ci sono. Il Movimento 5 Stelle lo ha sempre sostenuto e ora la conferma arriva anche dalla Commissione Bilancio del Senato.

La Commissione, infatti, ha ritenuto ammissibile il nostro emendamento alla Legge di Stabilità che ricalca il disegno di legge sul reddito di cittadinanza, coperture incluse.

Questo cosa significa? Significa che le coperture che abbiamo individuato per finanziare questa misura a sostegno del reddito, il cui costo complessivo si aggira intorno ai 17 miliardi, sono concrete. Basta avere la volontà di spostare risorse da alcune voci del bilancio dello Stato e destinarle al reddito di cittadinanza.

Parliamo di una misura che, se attuata, permetterebbe di dare un sostegno a chi ha perso il lavoro o a chi percepisce una pensione minima o un reddito che sono al di sotto della soglia di povertà. In poche parole, ridare dignità a chi oggi, a causa della crisi economica e di un governo incapace di far ripartire il Paese, è ai margini della società e fuori dal mercato del lavoro.

Queste le principali coperture: aumento della tassazione dei giochi d'azzardo (600 milioni), aumento delle tasse alle grandi imprese del petrolio e del gas (1,2 miliardi senza aumento dei prezzi al consumo e quindi senza ricadute sulle bollette), vera riduzione dei costi della pubblica amministrazione e dei costi della politica (riduzione delle indennità parlamentari, eliminazione enti inutili, taglio agli affitti della P.A., taglio alle spese di consulenza della P.A., taglio auto blu per un totale di 1,1 miliardi), taglio alle pensioni d'oro e divieto di pensioni cumulative (740 milioni), taglio delle spese militari (3,5 miliardi).

Mentre gli altri partiti continuano a parlare del reddito di cittadinanza come di un'utopia impossibile da realizzare, il M5S sta portando a casa risultati concreti: prima siamo riusciti a far avviare l'esame del disegno di legge in Commissione Lavoro al Senato, poi lo abbiamo portato come mozione al Consiglio d'Europa e oggi portiamo a casa anche il giudizio positivo della Commissione Bilancio, che certifica la serietà della nostra proposta.

Andiamo avanti così, perchè nessuno deve rimanere indietro.

sabato 12 aprile 2014

Elezioni Europee 2014 – Parte il #VinciamoNoi Tour - MELEGNANO

Elezioni Europee 2014 – Parte il #VinciamoNoi Tour - MELEGNANO.

Melegnano - Piazza del Castello, 3 Maggio 2014


27 portavoce, oltre 90 tappe solo in Lombardia, un mese e mezzo di eventi, 12 mesi da raccontare, una battaglia da vincere “in Europa per l’Italia”.
Dal 12 Aprile al 21 Maggio 2014 i nostri Portavoce saranno in tour in tutta la Lombardia per parlare con i cittadini del sogno europeo del MoVimento 5 Stelle.
Scopri dall’elenco qui sotto qual è la tappa più vicina a te, chiama parenti scettici e amici astensionisti e portali in piazza con noi!
In fondo alla pagina trovate il link da cui scaricare il materiale per promuovere il tour: manifesti, volantini, banner.

Il seguente programma è ancora in fase di consolidamento

ORE 18.00
Riflessioni sul piano del traffico
ORE 19.00
Aperitivo c/o Bar la Fossa
ORE 21.00
Il camper dei nostri portavoce a 5 stelle farà tappa alle 21,00 ma saremo in piazza tutto il giorno con eventi e occasioni di confronto.








giovedì 10 aprile 2014

Elezioni Europee 2014 – Parte il #VinciamoNoi Tour - VENETO

Elezioni Europee 2014 – Parte il #VinciamoNoi Tour - VENETO.



13 portavoce in Parlamento e i candidati alle Europee del M5S, oltre 60 tappe solo in Veneto, un mese e mezzo di eventi, 12 mesi da raccontare, una battaglia da vincere “in Europa per l’Italia”. 
Dal 12 Aprile al 21 Maggio 2014 i portavoce saranno in tour in tutto il Veneto per parlare con i cittadini del sogno europeo del MoVimento 5 Stelle. Scopri qui sotto la tappa più vicina a te (pagina in continuo aggiornamento), chiama parenti scettici e amici astensionisti e portali in piazza con noi! 
In fondo alla pagina trovate il link da cui scaricare il materiale per promuovere il tour.
Durante il tour questa pagina verrà aggiornata ogni settimana con le nuove date.
PASSATE PAROLA: Vinciamo noi!
Le seguenti tappe sono ancora in fase di consolidamento
12 Aprile
Dueville (VI) h10.00 P.zza Monza - Bassano (VI) h14.30 Piazzale Trento -
Valdagno (VI) h.20.30 Via Marzotto, 1 - Verona h15.30 Via Brunelleschi,12
Tribiano (PD) h20.30 Area Feste Via Deledda
13 Aprile
Arzignano(VI) h09.30 P.zza C.Marzio - Montecchio M (VI) h15.00 Piazza Fraccon -
Treviso h.16.00 P.zza Indipendenza - Concordia Sagittaria (VE) h.18.30 Via Claudia, 1
18 Aprile

19 Aprile
Spinea h10.00 Via 1° Maggio/P.zza Fermi - Paese (TV) h.15.30 Pzza Quaglia
26 Aprile
San Bonifacio (VR) h.16.00 P.zza Costituzione - Valeggio sul Mincio (VR) h.20.30 P.zza Carlo Alberto - Marcon (VE) h.11.00 P.zza Donatori Sangue - Noale h.17.00 Hotel 2 Torri Tempesta v. dei Novale 59 - Scorzè h.21.00 Sala Gatto via Roma 82 
27 Aprile
Legnago (VR) h.11.00 Sala Civica, Via Matteotti - Sommacampagna h.20.30 Sala Consigliare Via Carlo Alberti - S. Donà di Piave h.10.30 Hotel Continental - Cavallino Tre Porti h.15.30 Via Cà Savio 34
3 Maggio

4 Maggio

10 Maggio

11 Maggio

17 Maggio

18 Maggio

22 Maggio

VOLANTINI e GRAFICHEIn Europa per cambiare l’Italia
7 punti per l’Europa (riassunto)
7 punti per l’Europa (completo)
Cose fatte
PDF Agenda 12-13 aprile - 1
PDF Agenda 12-13 aprile - 2




venerdì 4 aprile 2014

Elezioni Europee 2014 – Parte il #VinciamoNoi Tour - LOMBARDIA

Elezioni Europee 2014 – Parte il #VinciamoNoi Tour - LOMBARDIA.
#vinciamoNoi tour europee 2014
27 portavoce, oltre 90 tappe solo in Lombardia, un mese e mezzo di eventi, 12 mesi da raccontare, una battaglia da vincere “in Europa per l’Italia”.
Dal 12 Aprile al 21 Maggio 2014 i nostri Portavoce saranno in tour in tutta la Lombardia per parlare con i cittadini del sogno europeo del MoVimento 5 Stelle.
Scopri dall’elenco qui sotto qual è la tappa più vicina a te, chiama parenti scettici e amici astensionisti e portali in piazza con noi!
In fondo alla pagina trovate il link da cui scaricare il materiale per promuovere il tour: manifesti, volantini, banner.
PASSATE PAROLA: Vinciamo noi!
Le seguenti tappe sono ancora in fase di consolidamento
12 Aprile
Sesto Calende (VA) Piazza de Cristoforis ore 17 – Bollate (MI) Piazza Aldo Moro ore 17 – Casorate (PV) Piazza Contardi ore 16:30 – Sondrio (SO) Palco della Garberia ore 17 – Cesate (MI) Ristorante bar del POS via Roma ore 19 (aperitivo) – Garbagnate Milanese (MI) Piazza della Croce ore 21 – PAVIA piazza Leonardo Da Vinci ore 21 – Tirano (SO) Auditorium Trombini ore 19
13 Aprile
Solbiate Olona (VA) Campo Fondovalle lato Via Calvi ore 14 – Marnate (VA) Parco di Via della Valle ore 14 – Morbegno (SO) Chiostro di S. Antonio  ore 17 – Rho (MI) Piazza San Vittore ore 21 – Fagnano Olona (VA) Via Cristoforo Colombo ore 17 – Trescore Balneario (BG) Piazza Cavour ore 17  - Inveruno (MI) ore 19.30 (aperitivo) 
18 Aprile
Sesto San giovanni (MI) ore 21 – Gardone Val Trompia (BS) ore 21 
19 Aprile
Sordio (LO) ore 11 – Soresina (CR) ore 17 - Cologno Monzese (MI) ore 17 – Cesano Maderno (MB) Piazza esedra ore 21 – Manerbio (BS) ore 17 – Lodi ore 17 – Romanengo (CR) ore 21 – Iseo (BS) ore 21 – Casalmaggiore (CR) ore 21 
26 Aprile
Castelgoffredo (MN) ore 14 – Muggiò (MB) ore 16 –  Mantova ore 17 – Calolziocorte (LC) ore 17 – Luino (VA) ore 17 – Marmirolo (MN) ore 21 – Merate (LC) ore 21 – Ponte San Pietro (BG) ore 21 – Gallarate (VA) ore 21
27 Aprile
San Giorgio (MN) ore 11 – Galbiate (LC) ore 11 – Ghisalba (BG) ore 11 – Magenta (MI) ore 11 - Marcallo con Casone (MI) (pranzo e Agorà) – Salò (BS) ore 17 – Cantù (CO) ore 17 – Lovere (BG) ore 17 – Abbiategrasso (MI) Piazza Castello ore 17 – Giussano (MB) ore 19 e 30 – Sedriano (MI) Caffè Antico Borgo Piazza Cavour 8 ore 19 e 30
3 Maggio
Pioltello (MI) ore 17 –  Orzinuovi (BS) ore 17 – Erba (CO) ore 17 – Lurate Caccivio (CO) ore 21 – Melegnano (MI) Piazza del Castello ore 21 – Lumezzane (BS) ore 21
4 Maggio
 Stezzano (BG) ore 11 – Seveso (MB) – Ballabio (LC) – Treviolo (BG) – Bellano (LC) – Treviglio (BG) – Besana Brianza (MB) Piazza Umberto ore 11 – Codogno (LO) ore 11 – Vigevano (PV) ore 17 – Mandello Lario (LC) ore 17 - Seregno (MB) Piazza Segni ore 17 – Treviglio (BG) ore 17
10 Maggio
Mariano Comense (CO) ore 16 – Darfo Boario Terme (BS) ore 17 – Busto Arsizio (VA) ore 21 – Bedizzole (BS) ore 21 – Suzzara (MN) ore 21 – Brescia ore 17 – Menaggio (CO) ore 21 – Saronno (VA) ore 17 – Rescaldina (VA)
11 Maggio
Rozzano (MI) ore 11 – Quingentole (MN) ore 11 – Settimo Milanese (MI) Via Edison 2 (Pranzo e Agorà) – Cesano Boscone (MI) ore 17 – Lissone (MB) ore 17 – Casalpusterlengo (LO) ore 17 – Mede Lomellina (PV) ore 17 – Lachiarella (MI) ore 19 e 30 (aperitivo) – Sovico (MB) Area Spettacoli Vicolo degli Alpini 20 ore 21 – Pavia ore 21
16 Maggio
Broni Stradella (PV) ore 19 e 30 – Seriate (BG) ore 21 – Voghera (PV) ore 21 – Vigarello (MN) ore 21 –Monza Piazza Roma ore 21 -
17 Maggio
Milano - 
18 Maggio
Albino (BG) ore 11 – Cigognola (PV) Piazza Castello 6 ore 11 – Cremona ore 17 – Appiano Gentile (CO) ore 11 – Dalmine (BG) ore 17 – Crema (CR) ore 11 – Como ore 17 – Caponago (MB) ore 19 e 30 – Castelgoffredo (MN) – Agrate (MB) ore 19 e 30 – Varese ore 21 – Canneto (MN) ore 21 – Vimercate (MB) Piazza Roma ore 21 – Melzo (MI) ore 17 – Cigognola (PV) – Gorgonzola (MI) ore 13 e 30 (Pranzo e Agorà)
22 Maggio
Pavia ore 21 – Bergamo ore 21
Per i gruppi locali dei paesi dove sono previste tappe scaricare il vademecum con le caratteristiche tecniche richieste per l’evento e il materiale per la comunicazione.
Per coloro che vogliono aiutarci nel pubblicizzare #vinciamoNoi Tour, qui trovate il link dei materiali per la comunicazione
#vinciamoNoi!




Quanto risparmieremo davvero con la riforma del Senato

Quanto risparmieremo davvero con la riforma del Senato
Ecco a quanto ammontano realmente i risparmi dalla trasformazione del Senato della Repubblica e cosa potrebbe cambiare nei prossimi anni a Palazzo Madama.

Quanto risparmieremo davvero con la riforma del Senato.
Partiamo da qualche assunto di base, utile alla comprensione dell’oggetto della discussione. Il disegno di legge costituzionale del Governo Renzi non “abolisce” il Senato della Repubblica, ma pone fine al bicameralismo paritario, affiancando alla Camera dei deputati un Senato delle Autonomie. La composizione di tale camera è “mista”, con eletti di secondo livello (dagli enti territoriali), membri di diritto (i sindaci dei capoluoghi di regione), senatori a vita e membri nominati direttamente dal Presidente della Repubblica tra la “società civile”. Nessuno dei 148 membri percepirà una indennità (resta da capire quale sarà la disciplina per gli attuali senatori a vita), mentre bisognerà valutare quale sarà la frequenza (e la partecipazione) delle riunioni del Senato delle Autonomie.
In seconda battuta bisogna considerare il processo di revisione della spesa attuato non solo nel corso di questa legislatura. Come confermato dai dati ufficiali diffusi dal Senato, il “complesso dei risparmi in tre esercizi ammonta dunque a circa 24 milioni di euro e si registra comunque un positivo equilibrio fra le entrate e le spese, con un avanzo di esercizio che passa dai 52 milioni del 2010 ai 23 del 2012″. Insomma, la lettura di Grasso (“io sono il primo rottamatore del Senato”) non è del tutto priva di fondamento. In generale però la spesa complessiva del Senato della Repubblica ammonta a circa 520 milioni di euro l’anno: una cifra che però non può essere messa interamente a bilancio come “risparmio” proveniente dalla riforma del Governo Renzi. Vediamo perché.


Il Senato spende meno di 43 milioni all’anno per lo stipendio dei senatori, cui bisogna aggiungere i circa 20 milioni di euro di rimborso per spese sostenute e i 37 milioni di euro che vengono assegnati ogni anno ai gruppi parlamentari. Una somma totale di 100 milioni di euro che sarebbe “interamente” risparmiata con la nuova formula. Resterebbe invariata anzi, destinata a subire un (iniziale, ma considerevole) aumento la quota destinata al “trattamento dei senatori cessati dal mandato”, che nell’ultimo bilancio incideva per 82 milioni di euro. Allo stesso modo non ci sarebbero variazioni (se non in negativo) per quel che concerne le spese per i trattamenti previdenziali di dipendenti e parlamentari, che incidono per oltre 150 milioni di euro, circa il 30% della spesa complessiva del Senato. Quindi, ricapitolando: il risparmio per quel che concerne il trattamento economico di senatori e dipendenti ammonterebbe a soli 100 milioni di euro, cifra dalla quale vanno stornati gli aumenti dei costi per trattamenti previdenziali e di fine mandato dei senatori “liquidati” in blocco (dal momento che, ovviamente, non ci saranno conferme a Palazzo Madama).
Il secondo enorme blocco di spesa del Senato della Repubblica è costituito dalla spesa corrente che regola il funzionamento di Palazzo Madama e fino a qualche anno fa rappresentava un condensato di sprechi e scelte decisamente discutibili. Una situazione in parte migliorata negli ultimi tempi e che potrebbe essere ulteriormente sanata con la riforma impostata dal Governo. Ma in quale misura? Ecco, proviamo ad esempio ad isolare alcune voci. Le spese per servizi e forniture di supporto al funzionamento dell’Istituzione ammontano a circa 60 milioni di euro e comprendono una serie di voci destinate probabilmente a subire un ridimensionamento. Per la sola comunicazione istituzionale ad esempio Palazzo Madama spende ora 6 milioni di euro, per studi e documentazioni circa 2 milioni, per i servizi informatici e di riproduzione 7 milioni: capire quanto si risparmierà di questi 15 milioni è decisamente complicato, tuttavia si può provare a fare un rapporto prettamente numerico sul numero (e sulla frequenza della riunioni, che diminuirà notevolmente), bloccare le “spese fisse” ed ipotizzare un taglio di circa il 50% dei costi. Interamente risparmiate sarebbero invece le spese per le attività delle commissioni, circa 3 milioni di euro. La manutenzione, le locazioni, le pulizie ed i servizi di trasporto costano invece complessivamente circa 25 milioni di euro: una cifra che difficilmente subirà variazioni. Stesso discorso per le spese di cerimoniale e rappresentanza (meno di 2 milioni di euro), comunque in via di diminuzione negli ultimi anni; simile la questione sul “personale ed enti” che forniscono servizi al Senato, che può essere ridotto ma non eliminato tout court. Praticamente impossibile intervenire invece su questa voce:


Insomma, di che risparmi parliamo complessivamente? Inizialmente avevamo spiegato come la somma sicuramente risparmiata fosse di 100 milioni di euro all’anno, aggiungendo poi risparmi successivi per circa un’altra decina di milioni di euro. Pur ammettendo che la diminuzione della mole di lavoro e del numero di parlamentari possa comportare ulteriori economie per circa il 20 / 30 percento delle spese di funzionamento, non si andrebbe insomma molto oltre dalla cifra di circa 120 milioni di euro l’anno. Ma attenzione, perché da questa cifra bisognerà probabilmente stornare i rimborsi spesa per i viaggi a Roma dei nuovi membri del Senato delle Autonomie e capire quale “dotazione” avranno a disposizione. Insomma, in un modo o nell’altro i conti tornano: con la riforma si risparmierebbero circa 100 milioni di euro l’anno.

Le province restano, i costi (in parte) pure: la riforma a metà del Governo Renzi

Le province restano, i costi (in parte) pure: la riforma a metà del Governo Renzi
Quanto si risparmierebbe sul serio con la riforma Delrio? Cosa comporta l'aumento dei consiglieri comunali e degli assessori? Insomma, di che abolizione stiamo parlando?

Le province restano, i costi (in parte) pure: la riforma a metà del Governo Renzi.

La Camera ha approvato, senza ulteriori modifiche, il disegno di legge “Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni”, fortemente voluto dall’ex ministro per gli Affari Regionali Graziano Delrio (ora sottosegretario alla Presidenza del Consiglio). Si tratta del provvedimento comunemente denominato “abolizione delle province” (qui le modifiche apportate dal Senato), definizione peraltro inesatta dal momento che, come vi abbiamo spiegato nel dettaglio, le province resteranno (sia pure con modifiche per quel che riguarda la composizione degli organi e le funzioni) e anzi saranno affiancate dalle nuove “città metropolitane” (Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli e Reggio Calabria, mentre nelle Regioni a statuto speciale occorrerà normativa specifica per Palermo, Messina, Catania, Cagliari e Trieste).
Al di là delle valutazioni di merito, è pacifico che tra gli obiettivi della riforma vi siano il contenimento dei costi e la semplificazione amministrativa. E la polemica politica è proprio su queste due questioni. Probabilmente l’approccio migliore consiste nel partire dai numeri: con l’entrata in vigore della riforma saranno tagliate 2.159 poltrone provinciali per questa tornata elettorale e un totale di 2910 a pieno regime; contemporaneamente (i calcoli sono del Sole24Ore), saranno salvati subito 14.928 tra consiglieri ed assessori e 23.606 a pieno regime. Insomma, considerando che le province avranno comunque organi composti da eletti di secondo livello, l’accusa principale è relativa alla moltiplicazione delle poltrone negli enti pubblici. Se questo è vero, allo stesso tempo non possono essere taciute due obiezioni a tale lettura. La prima è relativa alla necessità di ampliare la base di rappresentanza territoriale come “contrappeso” all’eliminazione dei rappresentanti direttamente eletti dai cittadini nelle province: ecco spiegato il senso dell’aumento del numero di consiglieri ed assessori nei piccoli comuni, una misura di garanzia, che rimedia a tagli forse eccessivamente frettolosi impostati nel 2011. La seconda obiezione è sui costi, dal momento che la riforma chiarisce che le “amministrazioni saranno tenute ad assicurare l’invarianza della spesa in rapporto alla legislazione vigente” (probabile una ripartizione dei rimborsi, o in ogni caso una differente gestione delle finanze comunali, nella considerazione comunque che si parla di voci di spesa decisamente ridotte) e che non sono previsti rimborsi per quel che concerne gli incarichi di secondo livello nei nuovi organismi provinciali.
Il problema vero, da un punto di vista meramente “economico”, è semmai quello evidenziato da Tito Boeri su LaVoce: i risparmi sono modesti proprio perché le province di fatto non sono abolite e restano pressocché invariati i costi per “dipendenti, funzioni e spese di rappresentanza”, che rappresentano la stragrande maggioranza delle spese di questo livello di governo. I calcoli sono abbastanza chiari: “Quello che si risparmia con certezza è solo il finanziamento degli organi istituzionali (le indennità del presidente, assessori e consiglieri e i vari rimborsi connessi alle loro attività), che vengono aboliti, insieme alle spese delle relative consultazioni elettorali. Il finanziamento degli organi istituzionali è una partita di circa 110 milioni secondo gli ultimi dati disponibili. Non verrà azzerata dati i costi dei nuovi organi delle città metropolitane. Le consultazioni elettorali costano circa 320 milioni e si tengono ogni cinque anni, dunque il risparmio annuale è di circa 60 milioni, in totale i risparmi saranno attorno ai 150 milioni di euro“.
Sulle funzioni delle nuove province regna ancora grande confusione. Tecnicamente il problema non dovrebbe porsi per le nuove città metropolitane, che ingloberanno le funzioni delle vecchie province, mentre le altre province dovrebbero conservare solo le funzioni fondamentali, delegando le altre ai comuni. Eppure, come ricorda Salerno su Linkiesta, “su questo punto il Ddl si muove cauto e lascia aperta la via a trasferimenti di funzioni alle Regioni o, in alternativa, alla creazione di “consorzi” o “coordinamenti” tra Comuni. Per le Regioni potrebbe presentarsi il problema opposto a quello dei Comuni: livello troppo alto e dimensioni troppo grandi, con necessità di delega sussidiaria per articolare le scelte sul territorio. Le aggregazioni dei Comuni, dal canto loro, altro non sarebbero che Province rifondate, che potrebbero sì esser migliori di quelle attuali, ma che di sicuro hanno bisogno dei tempi dell’analisi economica (costi/benefici, ottimizzazione di scala, etc.) e dell’interazione politica e istituzionale“. Per questo motivo, la legge Delrio sembra “rinviare” a successivi interventi il necessario riordino definitivo delle funzioni (probabile anche che si ritorni all’idea dell’abolizione tout court dell’istituto). Insomma, una legge che contiene spunti interessanti e allo stesso tempo misure lungamente attese (sulla sostenibilità del vecchio sistema ci si è a lungo interrogati), ma che risente della necessità di impedire una nuova (imminente) tornata elettorale. E la sensazione è che davvero il Governo Renzi abbia scontato ritardi e indecisioni delle “precedenti amministrazioni”.

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